Conoscenza della Macchina Fotografica

di Michele Suraci

Questo argomento è potenzialmente pericoloso e potrebbe scatenare in me la voglia di scrivere un articolo molto lungo, anzi, infinito. Cercherò di non divagare troppo e di rimanere sui punti essenziali che ci fanno comodo quando siamo in viaggio.

Dopo avervi parlato della Pianificazione degli itinerari fotografici, è arrivato il momento di scendere sul campo e iniziare a fotografare, ma siamo pronti? Saremo in grado di fotografare in modo decoroso il monumento o il paesaggio che tanto abbiamo aspettato di vedere e per il quale stiamo spendendo tutti i nostri risparmi? Certo, aver studiato in anticipo la luce ed i soggetti da fotografare ci mette sicuramente nella condizione migliore per poter riuscire, però se poi non si conosce la propria attrezzatura, si rischia di aver fatto un bel lavoro inutilmente.

Quante volte mi sono trovato a parlare con altre persone, mostrando magari le mie foto degli ultimi viaggi e a un certo punto arriva quella domanda : ma che attrezzatura hai? L’avrai pagata sicuramente un sacco di soldi. E’ la domanda peggiore che si può fare ad un appassionato di fotografia. Può esistere anche il binomio “ottima macchina fotografica – pessimo fotografo” e credetemi, non verrano fuori buone foto da loro.

Vi voglio mostrare questa fotografia, è un marinaio maldiviano di ritorno da una giornata di pesca. Non è un’opera d’arte certamente, ma per i miei gusti non è nemmeno una brutta foto. L’effetto silhouette è ben eseguito ed i colori del tramonto sono ben interpretati. La luce è stata rappresentata correttamente. L’ho fatta con il mio iPhone 4 nel 2011. Garantito, anche perché purtroppo di ritorno da quel viaggio mi rubarono tutta la mia attrezzatura fotografica e mi sono rimaste solo le foto fatte col telefono.

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E’ ovvio che questa risoluzione va benissimo per una visione a monitor e per stampe 10×15 o al massimo 20×30 ma resta sempre il racconto di un bel momento. E cos’è una buona fotografia se non questo? Vedete, la fotocamera di un telefonino è semplicissima da usare, componi l’inquadratura e scatti quindi per un principiante è molto semplice. E’ semplice come per un fotografo professionista usare la sua top di gamma.

Per questo motivo è fondamentale la conoscenza della propria macchina fotografica e del resto dell’attrezzatura. Che sia una compatta, una reflex o il proprio telefonino. La macchina fotografica si frappone tra voi e il vostro soggetto, più è trasparente per voi (leggasi più semplice da usare), più rappresenterà la vostra espressione.

Conoscenza della Macchina Fotografica, come fare?

Abbiamo capito quindi che la conoscenza della propria attrezzatura è fondamentale per ottenere il meglio. Bisogna anche essere in grado di usarla rapidamente se non vogliamo perdere l’attimo. Mi chiederete voi, ma come faccio a conoscerla? Molto semplice, si parte indiscutibilmente dal libretto di istruzioni. Non avete idea di quante cose può fare il vostro corpo macchina o la vostra compatta. Molte di queste non vi serviranno ma altrettante invece saranno fondamentali per ottenere delle belle foto per il vostro reportage fotografico di viaggio.

Leggendo il libretto di istruzioni avrete anche molti stimoli ad avvicinarvi a dei concetti base della fotografia e della tecnica di ripresa che, lasciando la vostra macchina fotografica in automatico, non rischierete mai di conoscere. Ma rischiereste sicuramente di fare la figuretta davanti ad un bel punto panoramico, magari il Grand Canyon, facendo la foto col flash solo perché si è aperto da se.

Funzioni essenziali della propria Reflex Digitale

Nelle reflex attuali ci sono tantissime funzioni, ma non sono molte quelle essenziali che è necessario conoscere per avere il meglio durante il proprio reportage di viaggio. Vi riporto quello che secondo me è importante sapere.

Ghiera modalità di ripresa

E’ una delle funzioni più conosciute ed ovvie della reflex. Sarà incredibile ma ancora oggi molti usano la macchina fotografica con la funzione completamente automatica. Tanto vale allora comprarsi una compatta così almeno si ha il vantaggio di avere un oggetto tascabile.

ghieraSe stai leggendo questo articolo probabilmente avrai già familiarità con la modalità di scatto a priorità di diaframma (Ghiera Canon Av) e priorità di tempo (Ghiera Canon Tv), ma comunque per i neofiti e anche per chi già lo sa, lo scrivo lo stesso, un ripasso non fa mai male. Sono le due funzioni della ghiera sulle quali più dobbiamo agire durante un reportage di viaggio. Scattare a priorità di diaframma vuol dire che devi decidere quanto aprire o chiudere il diaframma dell’obiettivo impostando il valore f, lasciando decidere il tempo di scatto alla macchina fotografica. Scattare a priorità di tempo invece vuol dire che dovrai impostare il tempo di scatto manualmente (1/60 ,  1/125, ecc.. ) lasciando decidere alla macchina fotografica l’apertura del diaframma. I più avanzati, ad un certo punto della loro carriera fotografica, inizieranno ad agire su entrambi, ma io personalmente per un reportage, preferisco concentrarmi di più sulla composizione dell’inquadratura.

Per esempio, state fotografando un bellissimo piatto per una recensione di un ristorante, ovvio che dovrete scattare a priorità di diaframma e giocare con l’ingresso della luce nella lente. Se volete avere la portata, o un particolare di questa, a fuoco e  bello nitido, ed il resto dell’inquadratura con un bell’effetto sfumato, dovrete chiudere il diaframma della macchina fotografica. Per chiudere il diaframma bisogna impostare valori abbastanza piccoli, generalmente intorno ad f8 ma a volte anche meno. Il valore preciso dipende dalla distanza del soggetto dalla macchina fotografica e dalla quantità di luce, dovrete fare delle prove. Inutile dire che il cavalletto è uno strumento essenziale per fare questo tipo di fotografia. In questo esempio ho voluto mettere in evidenza il ripieno del wrap e fondere le altre componenti della portata nello sfondo. L’apertura f 5.6 mi ha permesso di ottenere questo risultato. Lasciando la macchina fotografica in program invece, trovandovi in una situazione di scarsa luce come la sala di un ristorante, vi farebbe scattare sicuramente con il diaframma aperto.

profondità di campo portata

Secondo esempio, se state fotografando un soggetto davanti a un panorama e volete che tutta l’inquadratura sia perfettamente a fuoco, anche in questo caso dovrete giocare col diaframma ma ragionando in modo opposto all’esempio precedente. Dovrete aprire il diaframma ed impostare valori probabilmente superiori a f13, ma anche qui dipende dalla distanza del soggetto, dalla quantità di luce e dal vostro obiettivo. Farete dei tentativi e vedrete la differenza.

profondità di campo

Alcune reflex più complete, vicino all’attacco dell’obiettivo hanno un piccolo tasto che serve proprio a misurare la profondità di campo e vedere l’effetto prima dello scatto. Aveva più senso in passato per non fare errori con la pellicola, ma oggi ovviamente basta scattare e vedere.

Queste sono regole basi della fotografia che chiunque dovrebbe sapere maneggiando una reflex. Avendo la padronanza di questi semplici concetti abbiamo a disposizione già molte possibilità di ripresa per dare sfogo alla nostra creatività. E’ impossibile fare un buon reportage fotografico se si scatta solo in program (Funzione della ghiera P) o peggio ancora in automatico.

Modifica degli ISO

La funzione per modificare questo valore deve essere sempre alla vostra portata di dito. Io normalmente scatto sempre con il valore impostato di 400 ISO ma a volte è necessario cambiare. Vi trovate per esempio all’interno di una cattedrale dove c’è poca luce ma non è permesso usare il flash, senza considerare che per usarlo bene ed in modo naturale bisognerebbe comunque avere delle ottime conoscenze sulla gestione della luce.

Notre Dame

Notre Dame

Aumentare gli ISO vi permetterà di scattare anche a mano libera, e allo stesso tempo di ottenere degli ottimi risultati di effetto. Non esagerate però. A valori di ISO troppo alti può comparire il “rumore”. In pratica aumenta la percezione di piccoli puntini simili alla grana delle vecchie pellicole però di vari colori. Si può rimuovere se non è troppo in post produzione ma non è il massimo.

Chi di voi è stato all’interno della Cattedrale di Notre Dame a Parigi, sa che c’è veramente poca luce, questa foto è stata scattata a mano libera, con un valore i ISO 6400. Quanto potete spingervi senza creare eccessivo rumore nella foto, dipende dal vostro corpo macchina. Anche in questo caso vi conviene fare delle prove.

Selezione Zona AF

Per comporre al meglio l’inquadratura, per rispettare la regola dei terzi ed altri aspetti, che vi racconterò in un successivo articolo, è fondamentale prendere l’abitudine ad utilizzare l’impostazione manuale della zona di lavoro dell’autofocus all’interno dell’inquadratura.

ViewfiderGuardando nel mirino delle reflex digitali moderne vedrete una serie di quadratini, saranno più o meno numerosi a seconda del modello. Lasciando l’impostazione di default in automatico la macchina fotografica farà le sue misure su  tutte le aree per la messa a fuoco e farà una media. Tutto questo nel breve decimo di secondo in cui sfiorate il tasto di scatto per mettere a fuoco. A proposito, se non l’avete ancora fatto, leggete il libretto di istruzioni se non sapete come fare e disabilitate il fastidiosissimo “beep” della messa a fuoco.

Impostando l’opzione “Selezione zona AF” in manuale a seconda del brand della vostra reflex, avrete a disposizione una rotella o un piccolo joystick per selezionare il singolo quadratino o l’area di messa a fuoco. Nella mia reflex ci sono 19 punti di messa a fuoco all’interno dell’inquadratura. Questi 19 punti sono raggruppati in 5 aree. Io preferisco agire sulla messa a fuoco scegliendo manualmente tra queste 5 aree, ma è possibile scegliere anche ogni singolo punto.

E’ inutile che vi spieghi come si fa con la mia reflex, prendete il vostro libretto di istruzioni e cercate il capitolo che parla delle Zone di messa a fuoco AF ed iniziate ad usare questa funzione, esercitatevi fino a quando cambiare area o punto prima di scattare, non verrà una cosa spontanea. Quando avrete preso dimestichezza vedrete che questa operazione la compierete contemporaneamente alla composizione dell’inquadratura, senza perdita di tempo.

Preimpostazioni del colore

Questa funzione in pratica regola il profilo del colore. Alcune reflex hanno dei profili preimpostati ottimizzati per i paesaggi, ritratti e altro. Il mio consiglio è di non giocare molto con questi valori, soprattutto se non si è esperti. E’ bene sapere che esiste questa possibilità ma lascerei i valori preimpostati di default dalla casa madre che generalmente sono standard o neutri. Il termine dipende dal brand della macchina fotografica. Con i software di oggi in post produzione è possibile varare i profili di colore e la temperatura a proprio piacimento, probabilmente in modo più preciso di quanto può fare il software interno della fotocamera.

Bilanciamento del Bianco

Questa funzione generalmente è indicata con la sigla WB (White Balance, ovvero bilanciamento del bianco) Io quasi sempre la lascio in automatico però certe volte in situazioni particolari la aiuto e seleziono la funzione preimpostata adatta alle condizioni di luce in cui mi trovo. Per esempio in presenza di cielo nuvoloso o in zona di ombra oppure con illuminazioni particolari di interni come quella della luce a neon. Solitamente però va bene lasciare questa funzione in automatico. Diciamo che dipende anche un po’ dalla qualità della vostra reflex.

Modo di misurazione dell’esposimetro

Questa è un’altra funzione importantissima della vostra reflex che dovreste conoscere, approfondire e padroneggiare. Le reflex hanno quattro modi di misurazione della luce : Valutativa (Matrix con sistema Nikon), Parziale, Spot e media Pesata al Centro. Nelle impostazioni della casa o di default generalmente la fotocamera si trova nella modalità di misurazione valutativa. La luce viene misurata su una vasta area dell’inquadratura, contemporaneamente la macchina fotografica decide automaticamente l’esposizione corretta.

Airone sovraesposto

Airone sovraesposto

Questa funzione può andare in crisi in situazioni complesse come forti contrasti di luce o nel caso di un soggetto chiaro illuminato con uno sfondo più scuro. In questa foto per esempio l’airone posato sull’ippopotamo è illuminato direttamente dalla luce del sole ed è leggermente più chiaro dello sfondo. Il modo di misurazione dell’esposimetro era impostato su “Valutativa”. Queste piccole differenze hanno fatto si che il soggetto sia venuto sovraesposto con la conseguente perdita di definizione.

misurazione_comandi_fotocameraL’argomento è molto complesso, scriverò un articolo solo su questa funzione con alcuni casi pratici mirati al reportage di viaggio. Intanto se non avete dimestichezza con questa modalità, vi conviene imparare come modificare il parametro sulla vostra macchina fotografica leggendo il libretto di istruzioni ed iniziare a fare delle prove cercando situazioni critiche di contrasti di luce, valuterete le differenze.

Vi lascio comunque questo secondo esempio, un classico. La foto della luna. Lasciando il modo misurazione “Esposizione Valutativa” l’esposimetro verrà ingannato dalla maggiore quantità di scuri e la luna verrà nettamente sovraesposta. Mentre, misurando in modalità “Spot” sulla Luna, avremo la massima definizione.

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RAW o Jpeg, quale formato usare?

Se non dovete fare dei lavori particolari, non avrei dubbi fossi in voi. Scatterei sempre producendo due file : il jpeg alla risoluzione media/massima e sicuramente il RAW. E’ vero, quando si è in viaggio si ha la voglia di condividere live qualche foto con gli amici e parenti, o meglio ancora se si ha un blog, con i propri followers e il formato RAW non è assolutamente adatto per questo.

Il file RAW però è fondamentale a casa per lavorare in post produzione e per realizzare il proprio reportage fotografico completo. Se hai questo dubbio vuol dire che hai comprato la reflex ma ancora la stai usando come una compatta.

Non hai ancora familiarità con Photoshop, Lightroom o Foto di Apple? Non importa, inizia a scattare anche in RAW e mettili da parte, magari tra un anno quando avrai imparato ad usare questi programmi darai nuova vita ai tuoi scatti. Giudicate Voi!

differenze

Modalità di scatto

Probabilmente è una delle prime funzioni che si cercano nella fotocamera appena acquistata. E’ importante conoscere come modificare rapidamente questo valore perché magari durante un reportage fotografico ci troviamo davanti ad un soggetto in movimento e possiamo avere l’esigenza di effettuare scatti a raffica veloci. Oppure ci capiterà di fare delle foto in notturna e magari, non avendo il telecomando, sarà necessario impostare la modalità di scatto con timer (solitamente 2 o 10 ” dalla pressione del tasto di scatto) in modo da non muovere la fotocamera con la pressione sul tasto di scatto durante le prime fasi di ripresa.

Griglia nel mirino

La fantasia e la creatività sono quelle cose che danno qualcosa in più ad un reportage fotografico. Sono aspetti che nel fotografo, se si è portati, vengono fuori col tempo e con il crescere della passione per la fotografia. Ma gli errori tecnici non sono proprio ammessi. L’errore più grossolano in un reportage di viaggio è l’orizzonte inclinato. Non si può proprio vedere.

Scoprite subito sul vostro libretto di istruzioni come si attiva la griglia nel mirino e lasciatela sempre attiva, è fondamentale per una composizione corretta dell’inquadratura.

Checklist prima di fotografare

Avere la conoscenza delle funzioni base che vi ho elencato e la padronanza delle stesse in modo da agire velocemente, sarà sicuramente determinante per la riuscita del vostro reportage di viaggio. Per questo è necessario esercitarsi. Approfittate di una giornata libera, che sia bella o brutta, e andate a provare nella vostra città, queste funzioni. Vi renderete conto di come queste agiscono sul risultato della fotografia. Con la pratica vi verrà naturale durante un viaggio, in una determinata situazione, riprodurre quell’effetto che avevate ottenuto a cinquanta metri da casa vostra fotografando magari un cartello pubblicitario.

Usate queste funzioni come una checklist prima di iniziare una giornata fotografica. Vi servirà a prendere sempre più familiarità con il vostro corpo macchina e vi metterà al riparo da errori non voluti. Il giorno prima potreste essere stati a fotografare in notturna modificando i valori ISO per esempio. Se non fate la checklist rischiate di scattare in pieno giorno magari con ISO 1000. (a me è capitato ed ero in Australia, errori di gioventù).

E se ho una compatta?

Se hai una compatta i principi sono gli stessi, probabilmente durante la ripresa i comandi da poter modificare rapidamente saranno minori. Saranno sicuramente di semplice accesso le modifiche della modalità di ripresa (Priorità di tempi o diaframma), il valore degli iso, mentre altri come le impostazioni del colore o del bilanciamento del bianco, saranno all’interno del menù.

comandi_compattaNella compatta ci sono probabilmente delle modalità di scene o programmi preimpostati per particolari momenti come il tramonto, la foto subacquea o la foto in montagna per esempio. La misurazione dell’esposizione è tarata al meglio per queste situazioni. Potrebbe essere un idea utilizzare queste preimpostazioni e poi agire unicamente sulla priorità di tempo o diaframma. Dipende molto dal modello della vostra compatta e da quali parametri sono facilmente modificabili in fase di ripresa.

Ma la fotografia la fa il corpo macchina o l’obiettivo?

La risposta è ovvia, la fotografia la fa l’obiettivo. Per questo se avete già una reflex e state pensando di investire dei soldi sul vostro corredo per migliorare la qualità delle vostre foto, a meno che non abbiate un bel capitale da spendere, investite sulla lente. Questa rimane, il corpo macchina probabilmente lo cambierete più volte.

La conoscenza delle proprie lenti è fondamentale perché la resa è molto diversa al cambiare dei valori impostati di apertura di diaframma e dalla focale se si tratta di uno zoom.

Per esempio io come ottica tuttofare che utilizzo maggiormente nei miei reportage fotografici ho un Canon 15-85mm serie L. Leggendo le recensioni so che con focale compresa  tra 15 e 24mm, posizione utilizzata solitamente per i paesaggi, la resa di nitidezza migliore è con l’apertura del diaframma ad f 11. E’ ovvio che quando sono in viaggio e devo fotografare un panorama, cercherò il più possibile di utilizzare la mia ottica in queste condizioni.

La stessa lente ha lo stabilizzatore integrato. E’ importante leggere le recensioni e sapere come funziona perché, in particolari situazioni, se attivato, potrebbe darvi l’effetto opposto a quello voluto e quindi farvi perdere nitidezza nella foto. Per esempio, se state fotografando su cavalletto, lo stabilizzatore è inutile e potrebbe causarvi un micromosso.

Ci sono tanti siti di recensioni degli obiettivi e dei corpi macchina. Per conoscere la vostra attrezzatura, pregi e difetti compresi i punti deboli dai quali dovrete cercare il più possibile di stare alla larga, trovate le recensioni della vostra attrezzatura e capirete come NON dovrete usarla.

Conclusioni

Questo articolo ovviamente non vuole essere una lezione di basi di fotografia, anche perché non credo nemmeno di potermelo permettere. Io sto sempre imparando e ogni volta che approfondisco un aspetto, scopro che c’è sempre qualcosa in più da sapere. Semplicemente vi ho riportato quello che secondo me è necessario sapere, almeno in prima battuta, per conoscere la macchina fotografica con il fine di realizzare un reportage di viaggio.

A presto con un nuovo articolo, vi anticipo che vi parlerò del corredo fotografico ideale per il vostro viaggio. Buone fotografie a tutti!

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10 Consigli pratici per la Fotografia di Viaggio - I Viaggi di Michele 7 Ottobre 2016 - 06:02

[…] Soprattutto per chi fotografa con reflex, mirrorless o compatte di ultima generazione. Ho scritto un articolo dedicato a questo aspetto.  La conoscenza della vostra attrezzatura vi permetterà di avere più possibilità di ottenere il […]

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