Fiji – Matamanoa Island – Tappa 6

di Michele Suraci

Fiji – Trasferimento a Matamanoa – 16 Agosto

Dopo aver trascorso dei bellissimi giorni nella incredibile Sydney, nel primo pomeriggio del 16 Agosto abbiamo il volo  per Nadi, sull’isola principale di Viti Levu, dove si trova appunto l’aeroporto internazionale. Il volo è stato abbastanza tranquillo, su un 747 della Fiji Airlines, con l’allestimento credo sempre degli anni 70.

Il panorama arrivando sull'isola di giorno

Il panorama arrivando sull’isola di giorno

Arriviamo la sera, non abbiamo cenato ma visto che dobbiamo andare con una barca veloce, decidiamo al momento di rimandare. Ci viene a prendere un tizio simpatico con la sua auto, non mi ricordo il modello ma sembrava una di quelle enormi americane degli anni 80. Ci vogliono circa 30 minuti di macchina per trasferirsi dall’aeroporto di Nadi al porto di Denarau. Praticamente non è un porto, ma una grande marina all’interno di un esclusivo Golf Club.

Qui ci incontriamo con il nostro “scafista”, lo chiamo così perché sembrava un pirata. I Fijiani sono di carnagione scura, di notte sorrideva e si vedevano i suoi denti, un po’ naturali, gli altri d’oro!! Appena ci vede inizia a ridere e con la mano simula il movimento dell’onda, mi giro verso Chiara e dico “….sei pronta per ballare??”

Partiamo, appena usciti al porto aumenta la velocità, ma aumentano le onde. Salti incredibili, si possono contare fino ad un paio di secondi. Il bello è che nei punti più delicati, tra le barriere coralline, visto che c’era la luna piena, lui si affidava alla vista. Ogni tanto spegneva tutte le luci, strumentazione accesa ma ignorata, e con la luce della luna e la posizione delle stelle si orientava. Diciamo che abbiamo avuto molta fiducia in lui.

La nbarriera corallina che circonda Matamanoa

La barriera corallina che circonda Matamanoa

Dopo un’ora (dovevano essere 40minuti) arriviamo finalmente a Matamanoa dove incredibilmente l’acqua è calma. C’è un problema però, avendo fortunatamente preservato la barriera corallina, la zona è parco naturale integrale, non ci sono pass artificiali per andare al pontile e la marea è bassa. La barca non può entrare!

E’ stato bellissimo, sono arrivati due con una canoa tradizionale, scavata nel tronco di palma, e ci hanno caricato prima noi, poi sono tornati a prendere le valige. Tutto al buio, con la canoa abbiamo toccato i coralli. Riuscivamo a vedere il plancton luminescente che, stimolato dai remi e dalla canoa, si illuminava. Esperienza che vale questa traversata. Comunque, sappiate che se arrivate di giorno ci sono anche i trasferimenti veloci con l’elicottero!

17 – 23 Agosto – Matamanoa, vita da spiaggia…

L’isola di Matamanoa fa parte dell’Arcipelago delle Mamanuca che si trova a circa 30km a nord ovest dell’isola principale di Viti Levu. Matamanoa è di origine vulcanica ed è ricoperta da una folta e rigogliosa vegetazione. Le spiagge sono bianchissime ed è interamente circondata da una barriera corallina molto ricca e colorata. Insomma in una parola, un “Paradiso”!

Monuriki all'orizzonte da Matamanoa

Monuriki all’orizzonte da Matamanoa

Un’altra particolarità, a pochi km e bene in vista c’è l’isola di Monuriki, la location principale del Film Cast Away.

Le giornate scorrono via lentamente e con molta tranquillità, si sente sempre in lontananza una chitarra che suona melodie melanesiane, è un dipendente dell’isola che ama la musica. E’ l’unica animazione presente nel resort che, rigorosamente, non accetta minori.

Abbiamo camminato più volte intorno all’isola, che si presenta selvaggia, soprattutto nel lato opposto disabitato. C’è un sentiero che passa dalla collina, in realtà il vecchio vulcano dal quale ha avuto origine l’isola, e discende poi a delle spieggette isolate.

Matamanoa selvaggia

Matamanoa selvaggia

Ci sono anche delle grotte dove è usanza lasciare qualcosa di proprio, come dire, una parte di noi è rimasta quà. I principali fruitori sono coppie in luna di miele come noi.

Ovunque si vede la vegetazione che scoppia di vita, le noci di cocco abbandonate in terra germogliano e danno vita a nuove palme, in continuazione. Persino dal mare, insieme alla pietra pomice classica del pacifico, arrivano noci di cocco con il germoglio.

Snorkeling e Immersioni

Immersioni

Immersioni

Volendo rendere il soggiorno un po’ più attivo, è possibile fare vela e surf, ma soprattutto snorkeling ed immersioni. Sull’isola c’è un diving attrezzato, ti forniscono tutta l’attrezzatura e prima di immergerti, ti fanno fare la prova nella piccola piscina che c’è davanti al ristorante.

Piccole sorprese

Piccole sorprese

Inutile dire che la vita sottomarina è travolgente, soprattutto i giardini di corallo, sono incredibilmente in salute e coloratissimi. E’ molto bello e pratico fare snorkeling, la barriera dell’isola è a due colpi di pinne e si raggiunge in pochi secondi, in totale sicurezza.

Tramonti

Una delle cose che mi ricorderò di più sono gli interminabili tramonti, accompagnati sempre dal fruscio delle palme al vento e da migliaia di colori, dalle sfumature dell’arancione al blu cobalto delle parti del cielo più lontane dall’orizzonte. In tutto questo noi aggiungevamo sempre una bottiglia di vino bianco australiano.

Tramonti

Tramonti

23 Agosto – Rientro in Italia

Non c’è molto altro da dire, le immagini nell’album fotografico parlano da sole. Il nostro viaggio di nozze in Australia e isole Fiji termina qui. Il 23 agosto ripartiamo per l’Europa quando in Italia è domenica mattina, arriveremo il martedì pomeriggio. Le nostre tratte aeree sono Nadi/Sydney (6 ore) – Sydney/Singapore (9 ore) – Singapore/Francoforte (13 ore) – Francoforte/Italia (1h 30′). Tutto di fila! E’ l’unico difetto di questi paradisi, sono tremendamente lontani!

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