India del Nord – Tappa 10 – Agra

di Michele Suraci

4 Gennaio – Jaipur – Galta Ji – Fatehpur Sikri – Agra

Ore 6.30 sveglia, fuori nebbia fitta. Appena alzato realizzo per la prima volta che il viaggio sta finendo, ma rispetto al passato, forse con la maturità dei 40 anni (ma quando mai?) e con l’esperienza di tanti viaggi alle spalle, vivo gli ultimi giorni di un viaggio in modo differente. Riesco a godermi il viaggio fino all’ultimo giorno. Comunque quando tutto va bene come in questo caso, torno anche contento a casa senza rimpianti, non vedendo l’ora di condividere quanto vissuto con gli amici, quindi dopo un attimo di malinconia, penso “bene così”. Poi c’è sempre da vedere il Taj Mahal, e questa nebbia che persiste da giorni nel Nord Est dell’India potrebbe riservarci sempre brutte sorprese.

Galtaji, tempio delle Scimmie

Galtaji, tempio delle Scimmie

Alle 7.30 partiamo puntuali, appena fuori Jaipur troviamo Galta, dove ci fermiamo per una breve visita. Il posto è molto suggestivo ed è reso ancora più drammatico dalla nebbia abbondante che satura la vallata. GaltaJi, soprannominato “Il Tempio delle Scimmie” è disposto lungo un sentiero che porta alla sommità dove si trova il tempio Surya Mandir. Il percorso per la vetta è costeggiato da numerosi bacini idrici, dove gli abitanti locali si recano a pregare e a lavarsi. Noi visitiamo velocemente questo sito, veniamo assaliti da ragazzi che ci vogliono offrire la loro “protezione” contro le “pericolosissime” scimmie, che in realtà, se non disturbate, si fanno gli affari loro. Ovviamente noi rifiutiamo ogni genere di aiuto.

Sono le 9 e ripartiamo, di strada da fare ce n’è tanta come tante sono le cose da vedere. Certo, io con gli antibiotici addosso e con una nottata insonne alle spalle per una violenta infezione alimentare, non me la passo molto bene, ma come ho già fatto in Africa in mezzo alla Savana, si tira avanti. “Meglio star male in vacanza che bene in ufficio!” E’ una frase che dico sempre per sdrammatizzare quando succedono questi episodi….

Fatehpur Sikri

Fatehpur Sikri

Alle 13 circa arriviamo a Fatehpur Sikri. Potrei spendere paragrafi e paragrafi di questo blog, ma basta dire che è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, e non a caso. La costruzione, capitale dell’impero moghul, fu realizzata nella seconda metà del 1500, completamente in arenaria rossa scolpita e intarsiata in modo quasi maniacale. I vari palazzi e costruzioni sono ben disposti e corredati da una fitta ramificazione di canali e vasche che avevano una doppia funzione, la prima, quella più importante, era l’approvvigionamento dell’acqua, la seconda era prettamente ornamentale. A parte la descrizione di ogni singola costruzione, è il colpo d’occhio sull’insieme di questa città fortificata che mi ha impressionato.

Jama Masjid

Jama Masjid

All’estremità occidentale di Fatehpur Sikri, si trova la moschea Jama Masjid, che è ancora in uso ai fedeli, infatti questi si mescolano con i visitatori generando il classico caos dell’India, tipico ed indimenticabile. Alla moschea si accede da una ripida ed alta scalinata, noi non abbiamo visitato l’interno perché i tempi erano un po’ stretti, volevo in tutti i modi arrivare ad Agra per il tramonto al Taj Mahal, e quando ti capita più??

Alle 16 siamo ad Agra, forse una delle città più sudicie dell’India, almeno di quelle che ho visitato io. E pensare che c’è uno dei monumenti più belli al mondo, ancora una volta l’India è un contrasto continuo. La sporcizia non deriva dagli escrementi animali e umani, ben presenti in abbondanza anche questi, ma soprattutto dallo sporco mai raccolto, strati di sacchetti di plastica e di sporcizia di ogni genere.

Agra Fort

Agra Fort

Non curanti di tutto ciò raggiungiamo l’Agra Fort. Realizzato anche questo in arenaria rossa, almeno la prima edificazione, fu utilizzato prettamente per scopi militari. Fra tutti gli edifici e cortili presenti nel forte, spicca la torre ottagonale interamente realizzata in marmo bianco, il Khas Mahal.

Khas Mahal

Khas Mahal

Shah Jahan fu rinchiuso qui per otto anni, fino alla sua morte. Dalle finestre, dove io ho scattato numerose fotografie, poteva contemplare il Taj Mahal, la tomba di sua moglie. Da questo punto infatti si godono le migliori viste dell’Agra Fort sul Taj.

Ultimata la visita dell’Agra Fort ci facciamo accompagnare dal nostro autista ai parchi di Mehtab Bagh, sulla sponda orientale del fiume Yamuna, dove si può godere di una visuale mozzafiato sul Taj Mahal al tramonto. Sembravo un bimbo la mattina di Natale, ho camminato avanti e indietro lungo il fiume cercando invano l’angolazione migliore, il Taj Mahal ovunque lo osservi è unico. Impossibile trovare il punto migliore. Allora dopo qualche foto mi sono reso conto che la cosa più saggia era fermarsi ed ammirare, fino all’ultimo raggio di sole. Quando si è fermata anche l’ultima brezza del tramonto, abbiamo lasciato questo parco e ci siamo fatti accompagnare in hotel.

Tramonto al Taj Mahal

Tramonto al Taj Mahal

Alloggiamo al Jaypee Palace, una catena di hotel di proprietà della famiglia Jaypee un magnate Indiano che si è occupato della costruzione della città dello sport a Delhi, compreso l’autodromo di Formula Uno. La mia esigenza era di mangiare non speziato. Pensate, per avere una cena light sono dovuto andare al ristorante cinese all’interno dell’hotel.

Il primo approccio al Taj Mahal è stato ottimo, vado a letto pregando e sperando che non scenda la nebbia, l’indomani dobbiamo visitarlo e voglio rigorosamente cielo azzurro e terso!

5 Gennaio – Agra

Ingresso al Taj Mahal

Ingresso al Taj Mahal

Un po’ per cercare di recuperare le forze, un po’ perché non scommettevo sulla partenza della giornata in assenza di nebbia, non abbiamo programmato l’alba a Taj Mahal. Mi alzo dal letto impaziente prima del suono della sveglia, apro la tenda della camera e non ci credo, niente nebbia e visibilità incredibile. Affino le armi, pulisco macchina fotografica e obiettivi, poi scendo a fare colazione anche se non ho molto appetito, anzi, quasi per niente. Peccato perché l’hotel è di altissimo livello e la colazione è incredibile, impossibile mangiare tutto. Sono pronto, il Taj Mahal mi aspetta.

Non si può descrivere cosa si prova varcando l’imponente portale in arenaria rossa. Il buio dell’interno e l’immensa luce esterna che si riflette sul mausoleo rendono tutto magico e struggente. Viene il nodo in gola, davvero. Ho fatto qualche foto, dalla più classica in posizione centrale, allineato con le fontane, dopo aver fatto a gomitate per conquistare la posizione, ad altre con angolazioni diverse; ma soprattutto ci siamo fermati più volte, prima e dopo la visita, ad ammirare questa bellezza. Più ti avvicini e più non riesci ad inquadrarlo tutto, non solo con la macchina fotografica, ma anche con i propri occhi, non bastano.

Taj Mahal

Taj Mahal

Quando è arrivato il momento di andare via non riuscivo a smettere di voltarmi ed ammirare ancora una volta il Taj Mahal, consapevole che mi sarei girato ancora, ancora e ancora, e che non sarebbe stata l’ultima volta, ma purtroppo una volta di queste mi sono sbagliato e ad un certo punto mi sono trovato davanti alla navetta che ci avrebbe riportato al parcheggio dove il nostro autista ci stava aspettando per trasferirci a New Delhi.

Abbiamo soggiornato al Jaypee Palace, questa la mia recensione su TripAdvisor.

Tutte le foto scattate in questa giornata e al Taj Mahal

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