Nuova Caledonia – Tappa 5 – Nouméa & Narita

di Michele Suraci

Rientro a Nouméa – 17 Settembre 2013

Lentamente inizia il rientro dalla Nuova Caledonia, il primo step purtroppo ci fa lasciare il paradiso di Ouvéa in direzione Nouméa, addio Isole della Lealtà! Abbiamo il volo alle 16.40, rimango in acqua praticamente fino a pochi minuti dalle 16, decido di prendere l’aereo con il costume ancora addosso (bagnato).

Rientriamo per l’ennesima volta a Nouméa, ormai ci sentiamo quasi di casa al nostro solito hotel Château Royal, conosciamo i locali quindi il tempo di goderci l’ultimo tramonto nel pacifico dalla nostra terrazza e poi via a cena. L’indomani abbiamo tutta la mattinata a disposizione, il volo Aircalin di rientro per Tokyo è nel tardo pomeriggio. Decidiamo di visitare l’acquario di Nouméa, molto curato, non male come passatempo.

Un tramonto infinito

Un tramonto infinito

Siamo sull’aereo in direzione Tokyo, non abbiamo ancora iniziato il rullaggio pista e io già ripenso alle bellezze della Nuova Caledonia, una terra lontana. Non solo mare ma tantissima natura, ce n’è per tutti i gusti. Sicuramente questo viaggio rimarrà nei nostri ricordi indelebile nel tempo. Nel frattempo sento dare delle martellate all’aereo, non siamo ancora partiti, stanno riparando un “piccolo problema tecnico”…a martellate. Probabilmente avranno cambiato una ruota, ma noi non lo sapremo mai. L’aereo rulla in pista, il tempo di svoltare e siamo già in cielo. Dopo pochi minuti di volo mi sento già lontanissimo dai paradisi appena visti, addio Nuova Caledonia.

Narita – 18/19 Settembre 2013

La grande pagoda Daitō‬

La grande pagoda Daitō‬

Arrivamo a Tokyo-Narita intorno alle 19, ci ricordiamo dell’andata e andiamo diretti ai terminal esterni dei vari circuiti di bus navetta. Prendiamo quella che ci lascerà proprio al nostro Mercure Hotel. La posizione è ottima, non molto lontano dall’aeroporto, ma situato nei pressi del Naritasan Shinshoji Temple, uno dei complessi templari più grandi di tutto il Giappone. Appena arrivati in hotel abbiamo giusto il tempo di fare una doccia veloce e di andare a cena. La mia recensione del Mercury Hotel Narita su TripAdvisor. Lungo la via principale fuori dall’hotel, ci sono tantissimi locali e decidiamo di entrare in una tipica tavola calda, di quelle con la cucina a vista, senza la traduzione del menù in Inglese. Ordiniamo la nostra cena e dell’ottima birra Giapponese.

La mattina seguente facciamo colazione, abbondante e fortunatamente anche continentale. Abbiamo la mattinata a disposizione, nel primo pomeriggio dobbiamo essere in aeroporto. Iniziamo la nostra breve passeggiata per le antiche e strette vie di Narita. Non diresti mai di essere a pochi Km dal principale aeroporto, porta di ingresso del Giappone.

Donne in abiti tradizionali

Donne in abiti tradizionali

Narita, considerata quasi una periferia di Tokyo, ha una sua storia ed ospita uno dei complessi templari più grandi di tutto il Giappone, il Naritasan. Incontriamo molte donne vestite col tradizionale kimono, è una zona dove le antiche tradizioni vengono rispettate. Passeggiando è incredibile notare la pulizia delle strade e la precisione nei dettagli. Ci sono degli operatori ecologici che a mano, con delle lunghe pinze, staccano le gomme da masticare da terra, probabilmente gettate li da turisti occidentali come noi.

Ingresso livello superiore

Ingresso livello superiore

Entriamo nel Naritasan dalla porta principale, un portale che da proprio l’aria di essere antico. Visitiamo tutti i templi e la grande pagoda, alla quale si arriva da basso, scalando una ripida scalinata. Il parco è disseminato di laghetti e panchine ombreggiate. E’ sicuramente un posto dove è possibile rilassarsi. Narita quindi è stata una piacevole scoperta, anche se solo in transito dal Narita Airport, con poche ore a disposizione è possibile passeggiare tra le vie di questa cittadina e respirare l’autentico Giappone.

Omote-Sandō

Omote-Sandō

Rientrando in hotel per prendele la navetta per l’aeroporto, passeggiamo lungo la via Omote-Sandō, la principale via di Narita, stretta e tortuosa delimitata da antiche costruzioni e negozi di street food e souvenir.

Il tempo a disposizione è finito, come anche il nostro viaggio. Forse avrebbe meritato una settimana in più per visitare almeno un’altra delle tre isole della Lealtà e l’estrema punta nord della Grande Terre, ma va bene così, abbiamo comunque vissuto in pieno la Nuova Caledonia. Inoltre il viaggio era il premo del concorso che ho vinto, gentilmente offerto dall’Ufficio del Turismo della Nuova Caledonia, che non finirò mai di ringraziare. I viaggi per me sono emozioni uniche, mattoncini che aggiungo alla mia esperienza e che ogni volta mi completano e mi fanno diventare un pochino diverso da quello che ero prima di partire.

Anche questa è andata, alla prossima e buoni viaggi!!

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