E’ arrivato il momento del viaggio in Sudafrica in autonomia. Come sempre, da quando organizzo i miei viaggi da solo, sono arrivato alla scelta finale del Sudafrica passando prima da altre 3 o 4 destinazioni possibili tra le quali Perù e Giappone, che rimangono solo al momento in attesa per le future fughe dalla realtà… Questo viaggio è nato per caso durante una lezione di Inglese alla British School di Pisa, dopo una conversazione con la mia insegnante Leigh Anne che è Sudafricana, a quell’epoca stavo studiando i vari itinerari possibili in Perù. Gli 8 mesi successivi mi sono serviti per prendere consapevolezza della fattibilità di questo viaggio, ho studiato letteralmente il Paese, i maggiori punti di interesse, i vari parchi nazionali e la storia, in modo da scegliere razionalmente l’itinerario a me più congeniale.

Sudafrica in Autonomia – 28 Luglio/10 Agosto 2011

Siamo arrivati a Johannesburg partendo con un volo da Pisa, via Parigi. Dopo vari tentativi, mi sono fatto aiutare per trovare il volo al prezzo migliore, scopri come! Arrivati a Johannesburg abbiamo preso l’auto a noleggio ed abbiamo raggiunto il Kruger National Park, nel quale siamo stati una settimana. Siamo poi tornati nella capitale Sudafricana per prendere un volo con destinazione Port Elizabeth dove, con un’altra auto a noleggio, abbiamo percorso la Garden Route fino a Cape Town.

Mappa Itinerario Sudafrica in Autonomia

 

Giovedì 28 Luglio, si parte!!

08.00-12.00 Stranamente la notte prima della partenza la dormo tutta e la mattina sono rilassato e tranquillo, era qualche viaggio che non mi capitava e lo apprezzo molto anche perché questo mi permette di avere la mente sgombra per la preparazione della valigia e per l’ultimo check della mia attrezzatura fotografica da viaggio. Verso le 10.30 mi viene a trovare anche il mio collega Simone per rispettare la tradizione della pausa caffè anche l’ultimo giorno, con la sua bella schiacciata con la mortadella, il profumo si sente in tutta la casa. Tutto è pronto, le valigie sono chiuse ed i documenti in ordine, scendo al bar sotto casa a prendere un paio di panini per un pasto frugale prima di partire, consapevole che da quel momento in poi, per almeno le successive 24 ore, la nostra alimentazione non sarà molto regolare e sana. Ma chi se ne frega!

16.00 Ci dirigiamo verso il nostro comodissimo aeroporto di Pisa, dal quale si va da ogni parte d’Europa e a New York, e con scali a Monaco, Parigi e Londra, in ogni parte del mondo. Alle 18 abbiamo il volo per Parigi Charles de Gaulle dove poi alle 23.30 prenderemo il volo diretto per Johannesburg con il nuovissimo Airbus A380.

Airbus A380

Airbus A380

22.30 Inizia l’imbarco, vedere da fuori quel mostro gigante con i suoi 4 motori grossi come case fa impressione, se pensi poi che a bordo saliranno oltre 560 persone con i loro bagagli e tutto il loro peso ti vien male alla testa, meglio pensare a cosa ci aspetterà al nostro arrivo!

Telecamere in diretta al decollo

Telecamere in diretta al decollo

23.20 L’aereo parte puntuale, spacca il minuto. Sono molto suggestive le 3 telecamere che in ogni momento del volo possono essere selezionate per vedere il panorama dall’esterno dell’aereo, la mia preferita quella sulla coda che, in fase di decollo ed atterraggio, regala immagini eccezionali. Siamo a fondo pista e i piloti danno piena potenza ai motori, al contrario degli altri aeroplani non ci si sente affatto schiacciare al sedile, sembra che l’aereo parta piano piano ma in realtà è già molto veloce, infatti non faccio a tempo a dire a Chiara che l’aereo sta partendo piano perché secondo me è troppo peso che, senza che ce ne fossimo accorti, eravamo già staccati da terra, incredibile!! Il decollo con questo aereo praticamente non si sente. Il servizio a bordo  è ottimo, il cibo per essere in aereo è discreto e abbondante. Un 10+ all’intrattenimento a bordo con i vari film ed il monitor personale inserito nel seggiolino in fronte, le 9 ore e 50 minuti scorrono veloci, riesco a fare anche alcuni pisolini. Generalmente in aereo anche viaggiando di notte ho sempre l’occhio “pallato e vitreo”.

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